

Già
all'epoca dell'Impero
Bizantino, la presenza di mercanti greci nella città
lagunare era frequente.
Dopo la
Quarta Crociata
(1204) l'insediamento a Venezia di abitanti di varie
regioni greche fu ulteriormente agevolato.
Fu soprattutto la minaccia turca a costringere, dall'inizio
del XIV secolo in avanti, numerosi greci ad abbandonare la
loro patria ed a chiedere asilo presso la Serenissima.
Dopo la caduta di Costantinopoli
(1453), il numero dei profughi aumentò notevolmente
e si calcola - forse con qualche esagerazione - che la popolazione
complessiva dei Greci raggiungesse nel 1479 le quattromila
persone circa.
Il primo problema che i Greci affrontarono fu quello del libero
esercizio del loro culto. Agli inizi del XV secolo esso veniva
praticato di nascosto in chiese e case, perché le autorità
veneziane li consideravano scismatici e proibivano ai sacerdoti
greci di dire messa.
La concessione, dopo il
Concilio
di Firenze, di una cappella nella
chiesa
di San Biagio creò nei Greci l'ingannevole
sensazione che le opposizioni si fossero esaurite e che avrebbero
potuto ottenere una loro chiesa. Il Senato concesse loro il
relativo permesso (18 giugno 1456) e incominciò la
costruzione della chiesa, che fu però interrotta nell'anno
successivo con un'ordinanza del Consiglio dei Dieci, secondo
la quale i Greci dovevano continuare a praticare il loro culto
a San Biagio.
I tentativi dei Greci, che non erano disposti a fare concessioni
né al Papa né al Patriarca di Venezia, continuarono
anche negli anni successivi, senza alcun risultato. Decisero
dunque di abbandonare provvisoriamente l'obiettivo principale
della questione religiosa e di muoversi verso un'altra direzione.
Il 28 novembre 1498 fecero domanda al Consiglio dei Dieci
per la fondazione di una
Confraternita
dei Greci Ortodossi o
Nazion Greca (Scuola) che avrebbe avuto come patrono
San Nicolò e come sede la chiesa di San Biagio. Nello
stesso giorno la richiesta fu esaudita e subito venne redatto
lo statuto, approvato dalle autorità veneziane.
I membri della Confraternita elessero il Consiglio Direttivo
(Banca) in carica per un anno che era costituito dal presidente
(gastaldo), dal vicepresidente (vicario), dal segretario e
da dodici decani. Più tardi, furono incluse le cariche
dei governatori, dei controllori della cassa (sindici) e un
corpo di ventun persone come aggiunta (zonta) al Consiglio.
Le entrate della Confraternita provenivano dai contributi
dei membri, dalle quote di iscrizione, dalle collette, dalle
donazioni e dai lasciti, ma anche, in caso di necessità,
da offerte straordinarie e da tasse sulle navi greche che
approdavano a Venezia.