
Al
primo piano della sede della Confraternita (Scoletta di
San Nicolò, opera di Baldassare Longhena del XVII
sec.) era alloggiato l'Ospedale dei Poveri Greci che funzionò
dal 1678 fino al principio del XX secolo. Più tardi,
questo spazio fu trasformato in un museo, unico nel suo
genere, di icone bizantine e postbizantine, che fu inaugurato
nel 1959 e radicalmente ristrutturato nel 1999. Comprende
molte icone, ma anche codici miniati, paramenti sacri ricamati
in oro appartenenti agli arcivescovi di Filadelfia e oggetti
di piccolo artigianato di grande valore storico ed artistico.
La collezione si è formata da donazioni di membri
della Confraternita e di altri ortodossi; molte icone furono
trasportate a Venezia da profughi e altre vi furono dipinte
da iconografi greci. Tra queste spiccano le opere di Michele
Damaskinòs, Giorgio
Klonzas, Emanuele
Lambardos, Teodoro
Pulakis, Emanuele
Tzanes Bunialìs. Accanto ai pregevoli esempi
della scuola cretese esistono alcune opere d'arte costantinopolitana
dell'epoca dei Paleologhi, come la Madonna con il Bambino,
Apostoli e Santi e l'icona di Cristo "in Gloria"
con gli Apostoli, portata da Costantinopoli e donata alla
Confraternita da una nobildonna bizantina, Anna Paleologhina
Notarà.